salone del libro extra 2020
Eventi

IL SALONE DEL LIBRO 2020 EXTRA

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Questo maggio ha portato una novità per gli eventi online: il Salone del Libro 2020 EXTRA.

Sono ormai più di trent’anni che la città di Torino ospita, presso i padiglioni del polo fieristico Lingotto, l’appuntamento italiano editoriale per eccellenza.

L’emergenza Covid-19 però ha portato molte limitazioni: la modalità online è apparsa quindi la soluzione migliore.

L’organizzazione ha invitato, per “Altre forme di vita”, ben 140 ospiti, da ogni angolo della terra. Autori, editori, traduttori, giornalisti: più di 60 incontri e solo 15 giorni per prepararli!

Evento online: Salone del Libro Extra

Il SalTo Extra ha preso il via giovedì 14 maggio, dalla Mole Antonelliana, dove ha sede il Museo del Cinema di Torino.

Il direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia, ha presentato l’evento, dedicato alle vittime del Coronavirus, alle loro famiglie, al personale medico e paramedico.

Alessandro Barbero, medievista e professore, ha tenuto il discorso introduttivo, sulle conseguenze “inattese” di questa grande crisi.

Questo è un evento storico eccezionale: per la prima volta, tutto il mondo si è trovato in una situazione decisamente particolare. Tutti i popoli hanno dovuto affrontare un momento difficilissimo in simultanea.

Chissà quali saranno le conseguenze inattese, se un cambiamento della mentalità o una maggiore consapevolezza di quanto la vita possa essere fragile.

Informazioni sul Salone del Libro Extra dal 14 al 17 maggio 2020

L’organizzazione ha deciso di proporre l’evento live, grazie alle varie piattaforme digitali: l’edizione è stata condivisa dai canali social, Radio3 e reti Rai.

Il Salone del Libro 2020 Extra è stato un progetto dell’Associazione Torino, con la Città del Libro e la Fondazione Circolo dei lettori.

La Regione Piemonte, la Città di Torino, la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT hanno sostenuto la manifestazione. L’evento ha sostenuto le due raccolte fondi per la Regione Piemonte e la Città di Torino.

In questa edizione è stato anche festeggiato il 15° anno del Concorso Lingua Madre, ideato e curato da Daniela Finocchi, giornalista e saggista. Il concorso “dà voce alle donne straniere migranti e alle donne italiane che vogliono raccontare l’incontro con l’altra”.

Novità di quest’anno è stato il Libro della ripartenza, condiviso da ciascun editore, tra un intervento e l’altro.

Programma

Ogni intervento ha regalato riflessioni costruttive per comprendere meglio questa nuova quotidianità.

Dalle favole all’astrofisica, dall’amore alle analisi socio-economiche, questo Salone del Libro ha tentato di rispondere alla domanda più difficile: “Come sarà il futuro?”.

Per questa edizione, potevi ascoltare il programma del SalTo Extra mentre compravi le novità editoriali in una delle 150 librerie che hanno aderito all’iniziativa.

Giovedì 14 maggio

Lo storico Alessandro Barbero ha inaugurato l’evento con la lectio “Conseguenze inattese. Su come l’umanità reagisce alle catastrofi”. Il professore ha ricordato eventi storici di grande portata per capire come sono state affrontate le crisi.

L’umanità ha la grande capacità di combattere le catastrofi e imparare da queste: una risorsa da non sottovalutare.

Venerdì 15 maggio

Tra gli interventi della seconda giornata, ti parlo di André Aciman e Annie Ernaux.

  • André Aciman, scrittore egiziano famoso per Chiamami col tuo nome (da cui è stato tratto il film omonimo), ha parlato della natura dell’amore. Aciman vede l’ossessione come parte necessaria del sentimento, e la sofferenza portata dal rifiuto come qualcosa da attraversare. Bisogna avere il coraggio d’amare, anche senza la pretesa di venir ricambiati, amare con passione a qualsiasi età. Se si pensa, invece, al lavoro dello scrittore, chi scrive ha bisogno della solitudine, per produrre. Lo scrittore resta in qualche modo isolato dagli altri ma cerca la solitudine in maniera costruttiva. Ognuno di noi ha bisogno del contatto con gli altri.
  • Annie Ernaux, scrittrice francese pluripremiata, dialoga con l’editore e traduttore Lorenzo Flabbi. Della prosa della Ernaux ne parla proprio lui, definendola “una nota senza armonie, una scrittura tagliente fino a essere spietata”. L’autrice prende molto dalle sue esperienze personali e le riespone con realismo e distacco, ma con una potenza notevole. Di famiglia operaia, la Ernaux ha voluto conservare il legame con l’ambiente sociale d’origine e trattare il tema della differenza di classe. L’autobiografia è stata il veicolo prediletto per indagare la politica e la società.
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Salone del Libro 2020 Extra

Sabato 16 maggio

Nella giornata di sabato, Hodā Barakāt e Ocean Voung hanno regalato due interventi che mi hanno fatto riflettere molto.

  • La scrittrice libanese ha parlato di incontri “mancati” e difficoltà a comunicare con i suoi cari, dopo essersi trasferita in Francia. Un aspetto singolare dei personaggi che popolano la scrittura della Barakāt è quello di non essere affezionati al proprio paese, come accade invece per molti scrittori. La violenza è interiore, la casa e il paese dove si vive non offrono più protezione, come una sorta di virus che ti prende dall’interno. La sessualità, invece, viene vista come la parte più nascosta della nostra anima.
  • Ocean Voung, poeta giovanissimo e pluripremiato, scandaglia le potenzialità della lingua d’America e quella del Vietnam, suo paese d’origine. Da una parte la lingua della collettività e dall’altra la lingua che appartiene al lessico famigliare; da un lato il conformarsi alla cultura dominante e dall’altro il mantenere la propria identità. Voung si ispira allo scrittore americano Herman Melville, autore del capolavoro Moby Dick, e a scrittrici italiane come Oriana Fallaci e Natalia Ginzburg. L’autore si rifà alla sua storia famigliare, prende spunto dalla sua infanzia per analizzare il potere che hanno le parole. Mischia la poesia alla prosa, ispirandosi ai poemi epici che hanno appassionato (e appassionano) i lettori di tutto il mondo.

Domenica 17 maggio

Per il gran finale di questa bella manifestazione, ci sono stati momenti di spettacolo con degli artisti italiani molto conosciuti anche all’estero.

Il trombettista Fabrizio Bosso, la cantautrice Levante, il trasformista Arturo Brachetti (per citarne alcuni) hanno contribuito alla giornata conclusiva con la loro arte.

Tra gli interventi letterari, invece, ne ho scelti due per la loro forza: entrambi avevano per protagoniste le donne.

  • Nata in Ruanda negli anni del genocidio, Esperance Hakuzwimana Ripanti è una scrittrice emergente, trasferitasi a Torino nel 2015; fa parte di un movimento che combatte gli stereotipi. Sulla questione femminile, ha fatto notare la mancanza di “voci” che raccontano le donne con minor potere economico. Esperance ha fatto luce sulle difficoltà nella comprensione delle notizie da parte di cittadini d’origine straniera che non parlano italiano. Ha menzionato i limiti della didattica a distanza, soprattutto per quei bimbi che non hanno la possibilità di seguirla.
  • Il dialogo tra l’attrice Jasmine Trinca e la giornalista Paola Caridi, invece, ha posto in luce la questione del lavoro in questo periodo piuttosto difficile. L’attrice ha parlato poi di cinema, in particolare del documentario For Sama, che narra la storia della regista durante la guerra in Siria. Jasmine ha dato la voce proprio all’autrice Waad al-Kateab che ha documentato i cinque anni del conflitto. Le altre tematiche sono state: la sorellanza tra donne, la questione della competizione, l’importanza del “prender parola”.

E di quello che può significare il prendere la parola, a volte, per noi donne, ti lascio con questa citazione:

Per loro, le parole sono incantesimi per rivendicare un controllo sulla propria vita e sulle persone che amano.

(Ocean Voung)

Foto di copertina: Kim van Vuuren di Pexels

Video Credits: Samantha Cristoforetti + Valeria Parrella – “Le città invisibili” (intervento del 15 maggio)

Puoi trovare il programma completo sul sito ufficiale del Salone del Libro: https://www.salonelibro.it/ita/saltoextra

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